"Cenni Storici"
Le misericordie hanno le loro origini nelle prime forme di partecipazione dei cittadini alla vita della comunità che presero il nome di Confraternite. E’ nel medioevo che queste forme di aggregazione assumono una identità più definita, dal X secolo in poi in queste tipologie:
· Le Confraternite di Devozione, che consentono una partecipazione più diretta dei laici alla liturgia;
· Le Confraternite dei Penitenti, che pongono l’accento sul rigore e sulle necessità del pentimento e della penitenza;
· Le Confraternite di Mestiere, che uniscono attorno al culto del santo patrono i membri di una stessa professione prestando agli associati i servizi si “mutuo soccorso”;
· Le Confraternite di Beneficenza, le Misericordie che nella pratica della carità offrono specifici servizi di assistenza, gestendo ospedali, e così via.
La prima Misericordia, quella di Firenze, venne fondata nel 1244 dal frate domenicano Piretro da Verona, poi divenuto santo con il titolo Pietro Martire.
Nel 13° secolo l’Arciconfraterita della Misericordi di Firenze, costituì la prima istituzione di soccorso organizzato, di ispirazione cristiana, per cui la cura ed il soccorso organizzato agli ammalati erano visti come opera di carità. Era infatti personale religioso ad occuparsi degli sfortunati che si trovavano nei lazzaretti ed ospedali dell’epoca.
Un altro merito da attribuire alla Misericordia fu proprio quello di utilizzare personale laico e volontario per i suoi servizi di soccorso. L’espletamento del servizio prevedeva l’anonimato del soccorritore che infatti indossava un cappuccio, detta buffa;
A fianco di questa ricostruzione documentata esiste una diversa tradizione popolare che vuole in un facchino dell’Arte della Lana, tale Piero di Luca Borsi, l’iniziatore della Compagnia della Misericordia. Piero secondo la leggenda, lavorava a Firenze come facchino per conto del potente Arte della Lana. Un gruppo di questi facchini, fra cui Piero, aveva l’abitudine, fra un viaggio e l’altro, di rinfrescarsi presso la Buca degli Adimari, una mescita di vino nei pressi della Cattedrale. Le discussioni erano inevitabili e frequenti. Forse per la stanchezza, forse per il vino, ma quasi più certamente per ignoranza, i compagni di Piero si lasciavano andare alla bestemmia del nome di Dio.
Piero che era un uomo molto devoto, rimproverava questo comportamento dei compagni senza però ottenere alcun risultato.
Ebbe, allora , l’idea di proporre i compagni di istituire il pagamento di una multa ogni qual volta uno di essi bestemmiasse. La proposta venne accettata e dopo qualche tempo, la somma, costituita dal versamento delle multe, raggiunse una cifra considerevole, propose allora ai compagni l’acquisto di sei ceste da portare a spalla, dette Zane, con le quali andare a raccogliere i malati della città accompagnandoli agli ospizi dove sarebbero stati curati. I compagni accettarono e stabilirono un compenso per ciascuno dei viaggi che avrebbero effettuato. Così secondo il sentimento popolare, ebbe inizio la Compagnia della Misericordia.
Nel nostro paese, invece, la Confraternita della Misericordia nasce, dal desiderio di un gruppo di ragazzi di riscattarsi di fronte all’indifferenza della collettività nei confronti dei bisogni del prossimo: anziani, famiglie economicamente svantaggiate e persone sole;
Nel 2006 grazie al supporto dei confratelli della Misericordia di Bompietro nasce ad Alimena una sezione distaccata della stessa. E oggi, grazie alla fiducia degli alimenesi e la caparbietà degli stessi volontari, l’Associazione conta nel proprio parco macchine, a disposizione della collettività, un’Ambulanza e un auto adibita a Taxi Sanitario;