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La Giornata della Memoria

La Giornata della Memoria
   
Il 27 gennaio è indubbiamente un giorno nel quale gli uomini che hanno una dignità del proprio essere, riflettono sulla follia che due esseri ignobili, invasati da satana e ben consapevoli delle loro  “delittuose gesta”, commisero atti che la mente umana si vergogna che possano essere stati  commessi. In questo giorno il “ricordare” è d’uopo, è segno di civiltà e consapevolezza che ogni essere umano è fratello in Cristo. Il 16 ottobre 1943, mi trovavo a Bologna, in quanto provenivo da Modena, quale Allievo Ufficiale della Regia Accademia. Pochi giorni prima, il 13.
Sua Maestà il Re aveva dichiarato guerra alla Germania, e quindi da buon Italiano risposi  al  suo ordine. Nella serata del giorno 16 ottobre, tramite i miei compagni di scelta democratica, venni a conoscenza, però molto evasivamente di quello che era capitato a Roma. In quel giorno, proprio nel cuore della Città Eterna, si consumò un assurdo delitto verso la Civiltà. I tedeschi supportati da spie fasciste, dopo avere depredato di ogni bene gli ebrei del “ghetto”, rinchiusero, giovani,vecchi, donne le  bambini  in vagoni piombati  facenti parte del treno che doveva portarli ad  Auschwitz in Polonia.  Disumano rastrellamento, in quanto i tedeschi avevano garantito la non deportazione se gli ebrei avessero pagato ingenti somme in danaro ed in oggetti d’oro. L’accerchiamento del “ghetto”, le percosse, gli eccidi, il pestaggio, avvennero sotto l’indifferenza di Papa Pio XII.   Roma, altro che Città aperta, in quel periodo era sotto il tallone della plebaglia nazista che, indiscriminatamente agiva contro la popolazione. Ciò che si verificava a Roma il 16 ottobre 1943, avveniva in tutta Europa controllata da Hitler.  Non solo gli ebrei vennero sacrificati sull’altare di un falso ordine, ma anche tutti coloro i quali si erano ribellati all’esaltata mentalità del “muratore di Monaco” Tutto questo  avveniva a Roma: E Papa Pacelli taceva. Non poteva Pio XII, lui che era stato Nunzio Apostolico in Germania, disconoscere l’inumano comportamento della delinquenziale mentalità hitleriana. Però, questa non è la sede opportuna per parlare del comportamento nella seconda guerra mondiale di Papa Pacelli, oggi si deve ricordare “l’olocausto” non solo degli ebrei, ma di coloro i quali si opposero al sanguinario regime di Hitler. Oggi si devono ricordare gli eroici Militari deportati i Germania,che  non aderirono alla cosiddetta  repubblica sociale hitleriana. Anche mio Padre subì l’ignominia della deportazione nei campi di concentramento di Hitler.
Mio Padre il 9 settembre 1943 si trovava al Pireo, con la sua nave, in quanto era  Direttore di Macchina-militarizzato Capitano di Corvetta. All’intimazione di continuare la guerra a fianco della Germania, si rifiutò di aderire alla cosiddetta repubblica nazifascista, e tale rifiuto categoricamente lo  precisò,quando i tedeschi gli fornivano l’opportunità ,se avesse accettato a collaborare con loro,di rientrare nel suo grado al Comando di una nave. Mio Padre, come gli altri militari Italiani non collaborazionisti dei nazifascisti, sopportò dignitosamente la fame ed i disagi della lunga prigionia nazista. Mio Padre.insieme ad altri Ufficiali Superiori  dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, venne liberato dagli  Inglesi il 4 maggio 1945  Nessuno  può dimenticare i milioni di Morti  nei campi di sterminio voluti da Hitler, né possiamo altresì dimenticare che  fra i Morti nei campi nazisti vi è anche la Principessa Mafalda. Nei “campi della morte” vennero eseguiti una serie di terrificanti  “esperimenti” su uomini,donne e bambini: La feroce “genialità” di Hitler con il “programma T4”  permise di sterminare chiunque  non fosse uniforme  alle norme razziali tedesche.  Il programma di eutanasia T4, servì perfettamente ai criminali nazisti per lo sterminio di massa, per “l’Olocausto”. Ancora oggi, chi Crede all’Eterno non può giustificare il regime del genocidio nazista, però sostenuto dal regime di Mussolini I due regimi antiumanità sono stati sconfitti dagli Alleati. Però l’apologia di essi persiste ancora, anche se sotto forma di identificazione diversa. Davanti alla “cultura” della morte, dell’Olocausto, ciascuno di noi, oggi, più di ieri deve riflettere, perché la “bestia nazifascista” non è ancora definitivamente scomparsa.
Non più morti per chi ha diverso il colore della pelle, o perché di diversa religione o di diversa identità. Dio, nel quale Credo fermamente e con piena intelligenza, non può avere creato esseri diversi: siamo tutti figli della stessa Natura ed il disconoscere ciò ci degrada al di sotto delle bestie.
Nel piangere i sacrificati sull’altare del satanico binomio Hitler-Mussolini rivolgiamo un ringraziamento a Dio per essere, oggi, nelle condizioni di combattere una tale ignominia, e concedere a tutti i Morti dell’Olocausto la pace eterna.

Placido Armando Follari
Vice Segretario Nazionale
Dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Palermo, 26 gennaio 2010



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