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LA DISFIDA DI BARLETTA

LA DISFIDA DI BARLETTA

 

Alla fine del 15° secolo, l’Italia era divisa in piccoli Stati (le regioni di oggi) in disaccordo fra loro, e Francia e Spagna ne approfittarono per invadere il suolo italico.  “More solito” gli stranieri di comune accordo, ritennero  opportuno dividersi il territorio meridionale dell’Italia. Come sempre accade, durante la spartizione, vennero in lite guerresca.  Fra i diversi scontri avvenuti fra i due eserciti avversari nel 1503, gli Spagnoli fecero prigioniero il Capitano francese “de La Motte”, il quale, in un acceso diverbio con  gli  italiani li oltraggiò chiamandoli “codardi”. Tale sconsiderato insulto rese furiosi gli italiani a tal punto, che per evitare il peggio, si convenne che i francesi e gli italiani, risolvessero la loro disputa mediante una  sfida d’arme. Si scelsero 13 italiani e 13 francesi per  la  disputa.

 

I 13 italiani erano:

1) Ettore  Fieramosca da Capua (comandava la compagnia),

2) Mariano Abignente da Sarno;

3) Guglielmo Albimonte da Palermo:

4) Giovanni Brancaleone da Genazzano;

5) Giovanni Cappuccio da Tagliacozzo;

6) Mario  Corollario da Napoli;

7) Fanfulla da Lodi;

8) Ettore  Giovenale da Roma;

9) Miale da Troia;

10) Pietro Riccio da Parma;

11) Romanello da Forlì;

12) Francesco  Salamone da Sutera;

13) Ludovico  Abenacolo da Teano.       

 

I francesi, in effetti erano 13, in quanto il tredicesimo era un italiano, Graino d’Asti.

Al riguardo si è dissertato alquanto su tale nome, perché rappresentava per gli italiani, un traditore, in quanto era un piemontese e non si voleva fare emergere che gli italiani potessero  tradire  la  propria  Patria.

Gli italiani, guidati da Ettore Fieramosca, riportarono una strepitosa vittoria e tornarono a Barletta con gli sconfitti tenuti come prigionieri, ed ebbero grandi onori da parte  del Comandante  Spagnolo , Capitano  Consalvo de  Cordova.

La disfida ebbe un solo morto, il traditore Graino d’Asti, ucciso da Francesco Salamone. Ancora una volta “il valore italico” riunì i tredici italiani che rappresentavano i diversi Stati nei quali la nostra Penisola era suddivisa .

Purtroppo, oggi, la suddivisione dell’Italia è in bilico, in quanto i nemici del Tricolore vogliono ricondurre la nostra Patria ad una “semplice espressione geografica”. Ritengo, tuttavia, che ciò non potrà verificarsi, fino a che i Rappresentanti delle nostre Gloriose Forze Armate, giurano fedeltà alla Patria dinanzi  al Milite Ignoto.

Concludo nel ricordare che la Città di Barletta è insignita di una Medaglia al Valore Militare, in quanto il Presidio Militare  in data 8 settembre 1943, comprese  l’essenza del comunicato di  Badoglio che bisognava rispondere con le armi  alla tracotante richiesta dei tedeschi che volevano la consegna  delle  armi.

Ma questa è un’altra storia, riguarda la Resistenza, possiamo però riflettere che possibilmente lo Spirito di quella Disfida, ebbe ad inculcare ai Cittadini di Barletta, l’opposizione alla richiesta di resa dei nazisti che, per ripicco  fucilarono alcuni abitanti. Anche questa volta Barletta onorò la Patria.

 

p.s.: nota storica: 13 febbraio 1503;

 

- Placido Armando Follari -

 

Barletta: Monumento a Ettore Fieramosca

 

                                       

 



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